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Disturbi trattati

ELABORAZIONE DI TRAUMI PSICOLOGICI

ELABORAZIONE DI TRAUMI PSICOLOGICI - INforma-MEnte

 Una persona che vive un'esperienza minacciosa che supera in intensità le sue capacità di risposta, potrebbe sviluppare un Trauma Psicologico. Quello che succede è che la "vittima" del trauma fatica, mediante le sue abituali capacità di risposta alle situazioni, a gestire una minaccia e, di conseguenza, vive un senso di impotenza, di vulnerabilità, di colpa o di inadeguatezza.
 
Esistono molteplici situazioni ed eventi che possono portare allo sviluppo di un Trauma Psicologico. Si può trattare di traumi con la "T" che si strutturano  a seguito di un evento a "forte impatto", sono avvenimenti che minacciano e mettono in pericolo di vita reale la persona, da un punto di vista fisico (come ad esempio un incidente automobilistico, un infarto, una violenza fisica, un abuso, la diagnosi di una malattia mortale), ma riguardano anche quegli eventi in cui la persona ha assistito ad una minaccia di morte di qualcun'altro (ad esempio il lutto di una persona cara, un incidente..). Esistono poi i traumi con la "t" ovvero la persona può attribuire un significato soggettivo di minaccia ad un evento ed in questo caso il trauma riguarda maggiormente ferite a livello psicologico, definite anche "Traumi dell'attaccamento" e "Traumi relazionali" (come ad esempio un licenziamento, un attacco di panico, una bocciatura, un tradimento, genitori critici o aggressivi verbalmente, relazioni infantili dolorose, episodi di bullismo, mobbing sul lavoro). I traumi con la "t" spesso sono originati da eventi disturbanti relativi alla sfera delle relazioni interpersonali. Possono essere determinati da un singolo evento (ad esempio: una maestra biasima pubblicamente uno scolaro e questi si sente completamente sbagliato) o, come spesso avviene, da una molteplicità di eventi simili che si sono ripetuti nel tempo (ad esempio: per anni un genitore non rivolge mai la parola al proprio figlio durante i pasti serali e questi gradualmente si convince di essere una “nullità”).

In tutti i casi l'esito finale di un trauma psicologico consiste in una memoria traumatica ovvero un Trauma non risolto il quale potrebbe generare emozioni di stress, tristezza e depressione, vissuti di colpa, ma anche crisi di rabbia, ansia e attacchi di panico, problemi relazionali, che sono consapevolmente o inconsapevolmente, collegati all'esperienza traumatica vissuta. 
 

TRATTAMENTO

Sia che si tratti di traumi “T”, sia che si abbia a che fare con traumi “t”, viene consigliata l'elaborazione delle memorie traumatiche tramite la tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ossia: Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari). 

Una volta individuati i ricordi traumatici su cui lavorare, la persona viene incoraggiata dal terapeuta a focalizzarsi su di un singolo ricordo traumatico alla volta per elaborarlo. Mentre la persona si focalizza sullo specifico ricordo traumatico, allo stesso tempo lo psicoterapeuta esercita sul paziente una stimolazione bilaterale dell'emisfero destro e dell'emisfero sinistro del cervello.
 
Esistono diversi tipi di stimolazione bilaterale possibili. Il più importante consiste nello psicoterapeuta che, ponendosi di fronte e di fianco al paziente, muove la propria mano mentre il paziente la segue muovendo i propri occhi con movimenti alternati destra-sinistra.

Un’altra modalità molto utilizzata è la stimolazione bilaterale mediante i tamburellamenti effettuati dal terapeuta direttamente sulle mani del paziente (ovviamente il paziente deve essere a proprio agio con il fatto di essere toccato dal terapeuta).

Dopo che il ricordo traumatico è stato elaborato si comporta come un “ricordo normale” ovvero non crea più "disturbo" e l'attivazione fisica ed emotiva associata a quel ricordo torna a dei livelli "normali". Altro aspetto tipico di un ricordo traumatico elaborato è che la persona è in grado di pensarvi senza confondersi e mettendo insieme tutti i pezzi (prima frammentati) in un racconto lineare.

 

PROBLEMATICHE TRATTATE CON L'EMDR

La tecnica dell'EMDR integrata alla psicoterapia Cognitivo Comportamentale, viene utilizzata nei casi di Traumi d'attaccamento" e "Traumi Relazionali", ma anche nella maggior parte delle patologie psicologiche tra cui: Disturbo post traumatico da Stress, Disturbi dell'alimentazione, Disturbi d'ansia, Disturbi da dipendenza e Disturbo borderline di Perosnalità.

 

Per informazioni più dettagliate vedere EMDR ITALIA

 

Disturbi d'ansia

Disturbi d'ansia - INforma-MEnte

 

Quadri psicologici che presentano come sintomo principale una forma di paura scarsamente ragionevole che si gestisce con difficoltà e condiziona l'adattamento nelle relazioni e nella società. 

Sono disturbi molto comuni, circa un quarto della popolazione ne soffre. Entro certi livelli, l’ansia e la paura sono reazioni fisiologiche e psicologiche necessarie a ciascuno di noi in quanto ci consentono di reagire velocemente in situazioni di allarme: attaccare o fuggire! La problematica insorge quando queste reazioni sono legate a situazioni in cui il pericolo è percepito in modo costante, pervasivo o eccessivo piuttosto che in situazioni di pericolo reale. L'essere spaventati da una situazione induce ad evitarla e di conseguenza a confermare che avevamo ragione ad esserne spaventati! 

 

Come si manifestano e come si agisce

 

I sintomi psicologici caratteristici dei disturbi d'ansia sono: tensione, preoccupazione, panico, senso di irrealtà, paura di morire, paura di perdere il controllo o di impazzire, difficoltà di concentrazione, rimuginio. 

I sintomi fisici sono: remore, sudorazione, palpitazioni e tachicardia, vertigini, tensione muscolare, nausea, mal di stomaco, torpore, formicolio alle estremità del corpo, tremore delle mani, bocca secca, la perdita di equilibrio, un frequente bisogno di urinare, ipertono o ipotono muscolare.

I trattamenti dimostrati come più efficaci per i disturbi d'ansia sono:

Il trattamento psicoteraputico: lo specialista agisce in primo luogo individuando le problematiche relative ai sintomi propri del paziente ossia quali sono le origini, le modalità di funzionamento e il significato della sua ansia. In secondo luogo si favorisce, attraverso l'uso di strategie specifiche, lo sviluppo di strumenti adeguati per la riduzione e la gestione delle manifestazioni ansiose nei termini della normale reazione psicologica e fisiologica. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è stata dimostrata essere l'approccio di prima scelta per i disturbi d'ansia. 

Il trattamento farmacologico: è efficace nel ridurre i sintomi e può essere utilizzato in concomitanza con la psicoterapia. Tuttavia è dimostrato che i sintomi tendono a ripresentarsi quando viene interrotto.

Disturbi dell'umore

Disturbi dell'umore - INforma-MEnte

Questi quadri presentano come sintomo principale un'alterazione del tono dell'umore che può essere definito come il colore delle lenti attraverso cui guardiamo noi stessi, gli altri e il mondo. Il più diffuso di questi quadri (15% della popolazione) è la depressione in cui l'umore può essere rappresentato con le tonalità del grigio e del nero. Nei quadri bipolari invece l'umore può passare da periodi di scure tonalità (depressione) a periodi di tonalità eccessivamente vivide (mania/ipomania).

 

Come si manifestano e come si agisce

 

I sintomi più comuni nella depressione sono perlopiù di carattere psicologico: pessimismo (visione negativa di se, degli altri e del mondo), perdita di interesse e di piacere, diminuzione dell’interesse sessuale, irritabilità, difficoltà di memoria e di concentrazione, ansia e stato di allarme. I sintomi cardine degli episodi maniacali sono: loquacità insolita, aumento dell'attività lavorativa, sociale o sessuale, diminuito bisogno di sonno, eccessiva autostima, fuga delle idee (impressione che i pensieri si succedano velocemente).

Il trattamento dimostrato come più efficace è quello che integra la psicoterapia cognitivo-comportamentale con l'uso del farmaco antidepressivo o stabilizzatore dell'umore.

Disturbi di personalità

Disturbi di personalità - INforma-MEnte

Questi quadri vengono descritti come modelli di comportamento e di esperienza interiore disadattivi, pervasivi e poco flessibili. Le caratteristiche principali di questi disturbi sono la difficoltà nella gestione delle relazioni famigliari, lavorative o sociali e la difficoltà di gestione delle emozioni. I disturbi di personalità sono piuttosto frequenti (10-20% della popolazione) e si suddividono a seconda di quali sono le caratteristiche di personalità più o meno evidenti nei diversi quadri.

 

Come si manifestano e come si agisce

 

Le varie manifestazioni sono molto diverse tra loro e dipendono dal tipo di quadro. Ad esempio un disturbo narcisistico di personalità può manifestarsi con idee grandiose di se, eccessiva necessità di conferme da parte degli altri e tendenza a screditare gli altri. Diversamente un disturbo borderline di personalità può manifestarsi con esagerate manifestazioni emotive o comportamenti teatrali. 

Per il trattamento di questi disturbi si predilige un approccio psicoterapeutico che integra diverse metodologie cognitivo-comportametali (che hanno la finalità di comprendere e modificare i pensieri e le attitudini che generano e mantengono il disturbo), di gestione/regolazione delle emozioni e, se necessario, farmacologiche.

Disturbi neuropsicologici

Disturbi neuropsicologici - INforma-MEnte

Si tratta di deficit del funzionamento dei sistemi cognitivi come attenzione, memoria, linguaggio, elaborazione dello spazio e del tempo, ragionamento logico, intelligenza. Il funzionamento di questi sistemi può essere compromesso da disfunzioni neurologiche dello sviluppo, dell'invecchiamento o acquisite. 

 

Come si manifestano e come si agisce

 

In base al tipo e alla localizzazione del trauma o della lesione cerebrale vengono interessate una o più funzioni cognitive con una conseguenza diretta sulla capacità della persona di adattarsi all'ambiente, adempiere alle proprie mansioni lavorative o famigliari. In altri termini la riduzione del funzionamento cognitivo spasso riduce l'autonomia. 

Il neuropsicologo valuta i sistemi cognitivi individuando le aree meno funzionanti e quelle più funzionanti al fine di delineare un profilo diagnostico neuro-cognitivo e adeguate linee di intervento dirette al recupero della funzione danneggiata tramite le risorse cognitive rimaste disponibili. 

 

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